Allargamento Ue: Islanda e Croazia in pole position - Approfondimento e interviste di Daniela Russo
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Per il periodo 2007-2013, l’Ue stanzia 11,6 miliardi di euro destinati a sostenere il processo di integrazione dei Paesi candidati all’adesione. Il pacchetto Allargamento è stato presentato, lo scorso novembre, dal Commissario Štefan Füle.
Si tratta di un finanziamento finalizzato ad agevolare il processo di preparazione dei Paesi candidati e di quelli potenziali.
L’Ue, inoltre, ha concesso agli Stati interessati il libero accesso al mercato unico per la maggior parte delle loro esportazioni.
La presentazione del pacchetto è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio complessivo dei risultati ottenuti dai Paesi nel raggiungimento degli standard richiesti dall’Ue e fissare così nuovi obiettivi. In pole Islanda e Croazia.
Tra i quattro candidati e i cinque potenziali, sono questi i Paesi che registrano i risultati migliori.
 
In discesa, in particolare, l’iter dell’isola, con cui i negoziati sono stati avviati nel luglio 2010. La partecipazione dell’Islanda allo Spazio Economico Europeo (See) e la condivisione degli accordi di Schengen, semplificherà molto la fase di screening che durerà circa un anno.
Buona parte della sua legislazione, infatti, a differenza degli altri candidati è già allineata con quella europea.
 
Capitolo a sé, invece, rappresentano i Balcani, con la Croazia che compie importanti passi avanti nel processo di integrazione. Provvisoriamente sono stati chiusi 25 capitoli su 35, anche se tra qualli ancora aperti c’è il delicato tema del sistema giudiziario e dei diritti fondamentali.
I negoziati sono entrati nella fase finale e potranno essere definitivamente conclusi quando la Croazia avrà soddisfatto gli ultimi parametri.
Ancora da definire la volontà comune, da parte dei 27, di aprire ufficialmente i negoziati con l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia.
Il paese soddisfa in misura sufficiente i criteri politici necessari per l’adesione ma, poiché l’avvio dei negoziati richiede una decisione unanime degli Stati membri, è indispensabile trovare una soluzione alla controversia relativa al nome.

Lento il percorso compiuto dalla Turchia, che ha provvisoriamente chiuso 1 capitolo sui 13 aperti. Per accelerare i negoziati è necessario che il Paese adempi gli obblighi derivanti dall’unione doganale e proceda alla normalizzazione delle relazioni con Cipro.

Tra i potenziali candidati si distingue il Montenegro. Il 9 marzo, il Parlamento europeo ha accolto favorevolmente la decisione del Consiglio europeo di accordare al Paese lo status di paese candidato all'UE, esprimendo, però, preoccupazioni relative a corruzione, criminalità organizzata, discriminazioni e limitazioni alla libertà dei media.
La lotta alla corruzione e la giustizia sono anche i temi chiave che riguardano l’Albania, mentre Kosovo e Bosnia-Erzigovina non hanno ancora presentato formale richiesta di adesione. Infine, la Serbia.
Lo scorso 25 ottobre il Consiglio Affari generali ha trasmesso la candidatura della Serbia alla Commissione che darà inizio alla stesura del suo parere.
Pesano, però, il mancato arresto per crimini di guerra di Ratko Mladic e Goran Hadzic, oltre che la scarsa indipendenza del potere giudiziario, la corruzione e l’influenza della politica in tutta la vita pubblica.
 
 
 
 
 
 
 
 
capo sezione Politica, Economia, Commercio, Stampa e Informazione Delegazione Ue in Croazia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
EU-Ambassador in Islanda


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